Oggi, ha preso il via l'esame di stato 2007/08, conclusivo del corso di studi, intrapreso cinque anni fa dai giovani maturandi, che si stanno cimentando in queste ore con la prova di italiano.
Sollecitata da diverse richieste di ex-alunni coinvolti nelle prove, da colleghi e dallo straordinario numero di keywords prodotte da Google, mi sono decisa a scrivere questo post nell'intento di offrire un piccolo contributo.
Ho selezionato in rete una serie di link, in cui gli interessati potranno trovare guide, informazioni e dritte per affrontare gli esami con un minimo di serenità
Ma, al di là di questo, cari maturandi, il modo migliore per andare sereni incontro alle prove è...il vecchio, infallibile "olio di gomito"...perciò sotto con lo studio e la concentrazione! 
Un grandissimo in bocca al lupo agli studenti, in primis, e ai colleghi...in secundis!;)
E adesso via!
Cliccate sui link, che trovate ai piedi di ciascuna immagine, per raggiungere i siti di riferimento.
A breve, inizieranno le prove d'Esame di Licenza Media 2007/08. Ho perciò ritenuto opportuno riportare l'Editoriale pubblicato sulla newsletter "libed.news 36" dell'Associazione culturale "Diesse" (Didattica e Innovazione scolastica).
Ecco di seguito il contenuto. Meditate, gente, meditate!
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La maturità dei piccoli
03/06/2008
Il prossimo 17 giugno, nel contesto degli esami di licenza media che concludono il primo ciclo di istruzione, sarà somministrata agli alunni, oltre a quelle tradizionali (italiano, lingue comunitarie, matematica ed elementi di scienza e tecnologia), una prova scritta a carattere nazionale che riguarderà l’italiano e la matematica.
Introdotta dalla legge n. 176/2007 e in seguito regolata da una circolare (n. 32/2008) e da una direttiva (n. 16/2008), la prova è volta a verificare i livelli generali e specifici di apprendimento conseguiti dagli studenti.
Come si effettuerà concretamente?
In matematica gli studenti si cimenteranno nella soluzione di una ventina di quesiti a scelta multipla e a risposta aperta.
In italiano dovranno misurarsi sia con esercizi di comprensione della lettura (A), che con quesiti su conoscenze grammaticali (B).
La direttiva chiarisce che “la valutazione a livello nazionale degli apprendimenti degli studenti costituisce il necessario completamento dell’autonomia scolastica e consentirà il progressivo allineamento a standard di carattere nazionale da poter sospingere con mirate azioni di stimolo e di sostegno, verso il raggiungimento di crescenti livelli di qualità”.
Questo significa che per questo anno scolastico l’esperimento avrà un valore più esplorativo che valutativo.
È comunque importante aggiungere, per cogliere la logica di questa iniziativa, che per l’impostazione della prova il Ministero della Pubblica Istruzione ha stabilito di avvalersi dell’esperienza dell’Invalsi (l’Istituto Nazionale di Valutazione), cui è demandato di predisporre una serie di tipologie di questionario, tra le quali saranno scelte quelle ritenute più adatte.
Nell’incrocio tra autonomia della scuola, funzioni del governo centrale e Invalsi sta la natura di questo tentativo, indubbiamente significativo, ma che forse non ha richiamato l’attenzione che merita dentro e fuori della scuola (addetti ai lavori a parte).
All’origine della prova si collocano, è evidente, gli scarsi risultati dei nostri quindicenni in italiano e matematica, manifestati nel corso delle rilevazioni Ocse-Pisa.
Ma non c’è solo questo.
La prova nazionale cade in una situazione di forte crisi della scuola media, di cui è sintomo l’alto numero di “sufficienti” (37,1%) licenziati lo scorso anno (solo il 17,3 hanno ottenuto “ottimo”).
La scuola media è il punto più debole della scuola italiana.
La riforma dei cicli del Ministro Berlinguer, poi sospesa, ne prevedeva il riassorbimento nell’unico ciclo di base di sette anni; la riforma Moratti confermava il segmento triennale della scuola media e ne connotava l’identità finalizzandola allo studio delle discipline e allo sviluppo delle competenze.
In particolare, il decreto legislativo 59/2004 immetteva nel sistema forti dosi di flessibilità e di personalizzazione dei percorsi, rispetto ai quali si è fatta macchina indietro durante il dicastero Fioroni.
Le “Indicazioni per il curricolo” del settembre 2007 hanno insistito sulla metodologia curricolare senza chiarire del tutto il nesso tra l’apprendimento delle discipline e lo sviluppo delle competenze da certificare al termine della scuola media (non a caso definite “traguardi di competenze”).
Probabilmente non è stata ancora messa a fuoco adeguatamente una delle principali ragioni di declino della scuola media: la difficoltà a fornire al contempo conoscenze di base valide per tutti e profili in uscita adattati alle attitudini e capacità dei singoli.
Ora una prova nazionale riapre i giochi sulla scuola media.
La prova è standardizzata e le modalità di correzione saranno fornite dall’Invalsi che, una volta ottenuti i risultati, rifletterà sulle modalità di innalzamento della qualità della scuola. Tutto molto interessante, non v’è dubbio.
È pacifico tuttavia che senza la collaborazione delle scuole autonome a stento il sistema si metterà in moto.
Resta perciò la domanda sull’effettiva possibilità di scuole ed insegnanti di essere in sintonia con le dimensioni complessive della novità. Vedremo.
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Sì, vedremo, augurandoci che non sia un ennesimo tentativo destinato ad andare a vuoto e ascrivibile alla strategia "tela di Penelope", che ha caratterizzata la politica scolastica italiana dell'ultimo decennio!
In bocca al lupo a tutti noi e ai piccoli maturandi, in primis!
Cari ragazzi e lettori,
segnalo di seguito un interessante articolo, pubblicato sull'ottimo blog di divulgazione scientifica "Gravità Zero", avente lo stesso titolo di questo post.
Nell'articolo in questione, è citato il nostro blog Matem@ticamente. Un ringraziamento sentito alla Redazione. 
Riporto di seguito l'introduzione:
"Navigando nella blogosfera si sta facendo più comune l’esperienza di incontrare blog di docenti oppure blog di classe, i numeri sono ancora bassi, ma una nuova generazione di docenti che tra dispense cartacee e appunti scritti alla lavagna ha deciso di utilizzare un blog sembra essere nata.
In effetti i blog possono trovare diverse applicazioni nella didattica così come stanno sempre più diventando uno strumento efficace di divulgazione scientifica.
Gli insegnanti tradizionali potrebbero chiedersi quale applicazione i blog possono trovare tra i banchi di scuola e se vale davvero la pena sottrarre tempo, che in classe spesso scarseggia, alle attività didattiche più consolidate.
Gli usi che un WebBlog può trovare in classe sono molti ad esempio i ragazzi possono curare un blog tematico con post di approfondimento su uno specifico argomento oppure tenere un diario online di classe in cui l’insegnante ricorda compiti e scadenze.
Vi segnaliamo qualche esempio online, blog didattici molto diversi tra loro sia per tematiche che per il ciclo di studi in cui sono proposti:
"la nostra matematica" di Annarita Ruberto ..."